cs 175/20 Lettera del vescovo Claudio

Agli anziani, alle persone non autosufficienti, ai disabili e agli operatori delle Rsa e delle case di riposo

Carissime, carissimi,

è con particolare vicinanza e affetto per voi che vivo questo Natale, un po’ particolare per tutti.

È Natale perché celebriamo con fede la presenza del Signore nella nostra vita, presenza preziosa, incoraggiante, apportatrice di speranza e di consolazione soprattutto nei momenti delle difficoltà e delle tragedie. Le celebrazioni ci aiutano ad accogliere, nel cuore e nella concreta situazione in cui ci troviamo, la fede della Chiesa e a vedere la luce della presenza del Signore.

C’è una certezza che mi preme comunicare ed è che il Natale, la presenza del Figlio di Dio nella nostra vita, come uomo che conosce la condizione umana, non dipende da noi e dalle nostre celebrazioni ma da Lui, dal suo amore per ciascuno di noi e per la nostra storia. Egli, il Signore, viene anche se non lo accogliamo, ci vuole bene anche se non lo crediamo.

In questo periodo natalizio, di solito, a portarci consolazione e calore sono le persone più care. Spesso sono trasparenza dell’amore del Signore. Tanti colgono nel ricordo di un nipote, nell’abbraccio di un figlio, nella carezza di un amico o di un famigliare, a volte anche in un semplice biglietto di auguri, un segno di Dio che non si dimentica di noi e che non ci abbandona mai. Per questo si crea un clima caldo, dolce, affettuoso…

Quest’anno non sarà così facile. Però ricordiamoci che non vengono meno gli affetti, ma gli abbracci e l’incontro personale. Come non viene meno la presenza dell’Emmanuele, Dio con noi, nella nostra giornata.

Con questa lettera vorrei anch’io farmi vicino e dirvi che vi vogliamo bene: vi vuole bene il Vescovo, la vostra comunità cristiana, la vostra famiglia. Vi vuole bene il Signore e tutti coloro che già sono in cielo.

Vi vogliamo bene e vi portiamo nel cuore, preghiamo con voi e per voi.

Spero che tutti i sacerdoti invitino le loro comunità a elevare una preghiera per voi.

Pur “bloccati” in una struttura, lì nella casa in cui abitate insieme con altri a causa della vostra età o della malattia, sappiate che tanti si ricorderanno di voi e che appena possibile verranno a trovarvi e ad abbracciarvi. Anche loro, infatti, sentono la vostra mancanza e soffrono l’impossibilità dell’incontro.

Il mio pensiero va anche a quanti servono per professione le residenze in cui siete ospiti: so che si stanno dedicando al loro lavoro ben oltre i doveri professionali e sono molto attenti e preoccupati per la vostra salute. Vorrei ringraziarli e incoraggiarli a vivere il loro servizio rappresentando i famigliari e gli amici e anche le nostre comunità cristiane. Il Natale parla anche a loro: il Signore motiva il loro impegno e dona forza per assolvere il proprio incarico anche nella stanchezza.

Molti operatori sono credenti: li invito allora a dire una preghiera con voi o a darvi una benedizione; loro che possono incontrarvi anche a nome mio. Forse è sufficiente una carezza per parlare di Dio e per dirvi che è nato, anche quest’anno, per ciascuno di noi.

Con affetto, Buon Natale

+ Claudio, Vescovo

Santo Natale 2020

 

cs 175/2020

Padova, 24 dicembre 2020

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