cs 89 Una Chiesa che comunica: mezzi diocesani e parrocchiali

Ogni settimana diffusi oltre 200 mila copie dei bollettini parrocchiali e si moltiplicano i siti di parrocchie, unità pastorale e vicariati

«L’accesso ai mezzi di comunicazione, grazie allo sviluppo tecnologico, è tale che moltissimi soggetti hanno la possibilità di condividere istantaneamente le notizie e diffonderle in modo capillare. Queste notizie possono essere belle o brutte, vere o false […] Vorrei che questo messaggio potesse raggiungere e incoraggiare tutti coloro che, sia nell’ambito professionale sia nelle relazioni personali, ogni giorno “macinano” tante informazioni per offrire un pane fragrante e buono a coloro che si alimentano dei frutti della loro comunicazione. Vorrei esortare tutti ad una comunicazione costruttiva che, nel rifiutare i pregiudizi verso l’altro, favorisca una cultura dell’incontro, grazie alla quale si possa imparare a guardare la realtà con consapevole fiducia».

Con queste parole papa Francesco introduce il Messaggio per la 51a Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali che la Chiesa vive domenica 28 maggio 2017 e che quest’anno ha come titolo «Non temere perché io sono con te (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo».

Nel testo papa Francesco si sofferma molto sull’attenzione alle “buone notizie”, spesso disattesa dai grandi sistemi comunicativi. E la prima buona notizia per i cristiani è il Vangelo di Gesù… Ecco allora che a ridosso della Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali la Diocesi di Padova fa il punto su come vengono comunicate le “buone notizie” a livello diocesano e parrocchiale e l’occasione è anche offerta dai risultati di un primo censimento dei bollettini e dei siti parrocchiali, quegli strumenti che settimanalmente raggiungono i fedeli per informazioni pratiche ma anche per supplementi di riflessione.

IL CENSIMENTO DEI BOLLETTINI PARROCCHIALI

Più di 200 mila copie a settimana: è questo il numero raggiunto dalla somma dei bollettini parrocchiali stampati dai parroci della Diocesi di Padova. Si tratta dello strumento più capillare ed efficace rispetto alla comunicazione locale, che ha ottenuto, il gradimento di quasi 9 punti su una scala di 10, da parte di un campione significativo di laici coinvolti in Sonar, la ricerca sulla comunicazione nella Diocesi di Padova.

«La ricerca Sonar – spiega Claudia Belleffi, che si sta occupando del progetto per l’Ufficio di Pastorale della Comunicazione – è stata affidata all’Osservatorio socio-religioso Triveneto con lo scopo di rilevare lo stato della comunicazione in Diocesi e di orientare alcune scelte tramite la somministrazione di 1600 questionari online. Sonar si completa con il censimento dei bollettini parrocchiali e verrà presentata per esteso in autunno. Da questa rilevazione biennale abbiamo colto l’importanza di sostenere e potenziare la comunicazione capillare delle parrocchie che utilizza più mezzi per ottenere un risultato complessivo soddisfacente».

I bollettini sono stati catalogati e pubblicati per la prima volta in una visione sinottica all’indirizzo www.diocesipadova.it/bollettini prendendo come campione l’edizione della prima domenica dopo Pasqua: il 23 aprile 2017.

Su 459 parrocchie 287 (il 62,5%) stampano il bollettino parrocchiale; 126 parrocchie editano anche uno speciale per Natale e Pasqua; 269 trasformano il bollettino in file pdf e solo poche lo pubblicano direttamente in edizione word (6), publisher (3) o in formato jpg (9). Qualche parrocchia distribuisce il bollettino anche in locali pubblici (bar, biblioteche e negozi), una trentina lo consegna casa per casa. Le edizioni stampate a colori sono 121. Tutte le parrocchie delle 30 unità pastorali pubblicano un bollettino, nella maggior parte dei casi, unificato.

Ci sono alcuni tratti che accomunano tutti i bollettini parrocchiali: la familiarità dell’approccio e del linguaggio; il commento del vangelo della domenica, affidato al parroco e spesso intergrato da commenti di biblisti riconosciuti; l’ampio spazio riservato alle notizie della comunità (dai nomi dei defunti a quelli dei bambini e dei ragazzi che ricevono i sacramenti, a chi si sposa; gli appuntamenti della settimana e del mese, siano liturgici o di formazione o anche semplicemente conviviali).

C’è però anche un’attenzione nuova che sta nascendo: rendere il bollettino uno strumento sempre più “interattivo”. Alcune comunità, in particolare, prevedono uno spazio dove gli interlocutori possano lasciare commenti o richieste da ritagliare e consegnare in chiesa. In molte parrocchie vengono indicate preghiere o approfondimento legati al cammino di fede che possono essere ripresi in famiglia o a livello personale.

 

SITI INTERNET PARROCCHIALI E PAGINE FACEBOOK

Anche i siti internet delle parrocchie di tutta la Diocesi sono stati censiti nell’ambito del progetto Pweb, una piattaforma online per la creazione e gestione dei siti parrocchiali italiani promossa dal Servizio informatico della CEI. Le parrocchie con un sito internet attivo sono 239, il 52% del totale, e quelle che lo aggiornano settimanalmente sono 186.

80 comunità si raccontano anche all’interno di una pagina Facebook e il 10% di queste vi pubblica il bollettino settimanale. I siti che raccontano l’attività delle unità pastorali sono 16 su un totale di 30.

«In realtà abbiamo dotato tutte le parrocchie della Diocesi – spiega don Marco Sanavio, direttore dell’Ufficio di Pastorale della Comunicazione della Diocesi di Padova – di una pagina web semplice all’interno del progetto nazionale Parrocchie map, un sistema che localizza su mappa i luoghi di culto con le informazioni di base. Il problema, oggi, non è tanto se una parrocchia si è dotata o meno di un sito Internet ma come comunichi globalmente una comunità cristiana sul territorio e oltre i confini. Parroci e loro collaboratori utilizzano strategie miste, dosando carta, incontri, feste parrocchiali e comunicazione digitale per coinvolgere le persone e giungere a condividere beni spirituali. Questo ci suggerisce quanto sia opportuno investire maggiori risorse in una comunicazione decentrata e capillare, secondo modelli mutuati dai nuovi percorsi digitali, che molte comunità hanno già messo, più o meno consapevolmente, in pratica così da passare dall’informazione alla condivisione di significati e valori. Il futuro, probabilmente, vedrà una comunicazione ecclesiale più capillare, dialogica e potenziata dalle strutture delle comunità più che dagli investimenti centrali».

NUOVA SEDE PER IL SETTIMANALE DIOCESANO LA DIFESA DEL POPOLO

 

Tra le novità dell’ambito comunicativo diocesano c’è anche un passaggio “strutturale”. Da circa un mese la redazione del settimanale diocesano La Difesa del popolo e gli uffici amministrativi dell’Euganea Editoriale Comunicazioni srl hanno lasciato via Cernaia, per trovare sede in Casa Pio X, dove tra il terzo e quarto piano si trovano oggi quasi tutte le realtà comunicative della Diocesi di Padova: l’Ufficio di Pastorale della Comunicazione, l’Ufficio Stampa e ora La Difesa del popolo.

«La nuova sede – commenta il direttore Guglielmo Frezzanon rappresenta solo un cambio fisico di luogo ma è figlia di un’idea precisa, che passo passo va prendendo corpo. Al suo centro ha la consapevolezza che dobbiamo riannodare tanti cammini in una unica strategia, che ci consenta di incontrare le persone – e far incontrare loro la bellezza del Vangelo – quale che sia lo strumento che prediligono. Internet, i social network, la radio, il settimanale diocesano, la rivista di spiritualità… sono tante strade da coordinare, perché si rafforzino a vicenda, e insieme sappiano proporre il messaggio che ci sta a cuore».

Il nuovo indirizzo del settimanale diocesano è quindi:

La Difesa del popolo

Casa Pio X, via Vescovado 29

35141 Padova

rimangono invariati:

– il recapiti telefonico – 049 661933

– il fax – 049 663640

– l’indirizzo email redazione@difesapopolo.it

CS 89/2017

Padova, 24 maggio 2017

 

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