Indebita interpretazione degli esercizi spirituali

La proposta che la Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Padova, in collaborazione con Ucid Padova (Unione cristiana imprenditori e dirigenti), offre agli imprenditori, dirigenti e professionisti, diffusa ieri, giovedì 20 febbraio 2014, con un comunicato stampa della Diocesi di Padova, è stata ripresa da molti organi di stampa in maniera unicamente indirizzata a cavalcare il tema della crisi e dei suicidi.
Si chiede pertanto di rettificare l'informazione condividendo con il pubblico le reali intenzioni degli esercizi spirituali che si terranno dal 7 al 9 marzo a Villa Immacolata di Torreglia (Pd), dal titolo La vostra gioia sia piena.
 

Gli esercizi spirituali destinati a imprenditori, dirigenti e professionisti non sono un'esperienza improvvisata; piegarli a interpretazioni 'da prima pagina' significa modificare la proposta e insinuare dubbi o perplessità su chi ha già aderito o potrebbe aderirvi, indipendentemente dalla situazione di crisi.
Non si esclude che chi vi desidera partecipare possa avere anche delle difficoltà lavorative legate alla crisi. Ma non è questo né l'obiettivo, né l'intento della proposta che, del resto non nasce ora. La citazione del recente messaggio del vescovo di «non aver paura di fare proposte culturalmente e spiritualmente elevate, ricche di contenuti, aiutando ad affrontare con forza e fiducia le difficoltà della vita» e l'invito «a ritrovare le sorgenti della fede, della speranza, della preghiera» è un messaggio trasversale a qualsiasi situazione 'di vita'. E lo era anche nel messaggio originario.
Gli esercizi spirituali per imprenditori, dirigenti e professionisti sono un'opportunità di libertà e di vita spirituale, si rassicurano pertanto quanti si sono già iscritti e quanti vorranno iscriversi, che la proposta è onnicomprensiva, a questo proposito alleghiamo anche una riflessione di don Marco Cagol, delegato vescovile per la Pastorale sociale e del lavoro, che preghiamo di diffondere e considerare parte integrante della presente rettifica.

Ufficio Stampa Diocesi di Padova

 

Il commento di don Marco Cagol
Esercizi spirituali anti-crisi per gli imprenditori? Anti-suicidi?
Comprendiamo il fascino mediatico che potrebbe avere un simile accostamento, ma forse è un po' troppo. Gli esercizi spirituali sono un'esperienza antica nella Chiesa e tra i cristiani. Valida sempre, in ogni tempo, in ogni situazione, in ogni condizione. La Pastorale sociale e l'Ucid li propongono non come antidoto alla crisi, o alla tentazione del suicidio, ma a tutti. A tutti coloro che pensano e ritengono che Vangelo e vita siano un tutt'uno, e che il Signore Gesù abiti la vita quotidiana di ciascuno.
Basta rileggere quello che ci dice Papa Francesco nella Evangelii Gaudium per capire l'intenzione profonda di una proposta come questa: «Ricordo anche la gioia genuina di coloro che, anche in mezzo a grandi impegni professionali, hanno saputo conservare un cuore credente, generoso e semplice».
La gioia di vivere e di agire anche in mezzo a grandi impegni professionali va alimentata sempre, e la sorgente, per i credenti, è la relazione con Dio.
La vita cristiana non è una ricetta magica contro la crisi. La vita cristiana è gioia di vivere, è capacità di sorridere, è vita solidale con gli altri. È vita spirituale, che sa trasfigurare anche la dimensione materiale con cui l'uomo si cimenta ogni giorno. La vita cristiana è dono, ed è un itinerario lungo, sempre da rinnovare, sempre da ravvivare. La vita cristiana richiede del tempo da dedicare a Dio, alla preghiera, all'ascolto, all''esercizio spirituale interiore'.
La vita cristiana è chiamata: chissà quante volte ci è stata rivolta e quante volte avremmo voluto rispondervi ma non abbiamo avuto il coraggio.
Piccole proposte spirituali come quella di cui si parla in questi giorni, sono utili per questo lungo cammino. E la Chiesa da sempre le propone, nei momenti di crisi come nei momenti di prosperità.

 
don Marco Cagol, delegato vescovile Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Padova 

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