L’Atlante delle parrocchie

Nuova proposta editoriale per il settimanale La Difesa del popolo, che da domenica 11 ottobre, per 36 settimane, proporrà L'Atlante delle parrocchie. Un'opera in 36 volumetti da raccogliere in un unico contenitore corredata da una carta della Diocesi di Padova.
Una 'mappatura' aggiornata del territorio diocesano, composto di 459 comunità parrocchiali, distribuite su cinque province (oltre Padova infatti la Diocesi tocca zone del Veneziano, Vicentino, Trevigiano e Bellunese). La precedente, prima e ultima rilevazione assimilabile a questa si riferisce al 1973 con il volume La Diocesi di Padova 1972 di mons. Ireneo Daniele.

L'Atlante delle parrocchie, il cui progetto editoriale è stato realizzato dal giornalista, redattore della Difesa del popolo Lorenzo Brunazzo, vuole essere una rivisitazione della storia di queste comunità, corredata da dati e informazioni utili (dall'orario delle messe ai recapiti parrocchiali, alle feste di comunità) e da una descrizione delle opere artistiche più significative conservate nella chiesa parrocchiale.

«L'Atlante ' spiega il direttore del settimanale diocesano Guglielmo Frezza ' nasce da un duplice spunto: la conclusione delle visite pastorali del vescovo Antonio alle comunità raccolte per vicariato e il completamento dell'inventariazione dei beni culturali ecclesiastici che l'anno prossimo verrà ufficialmente 'consegnata' e che ha portato alla 'scoperta' di un patrimonio d'arte e di devozione eccezionale».
Durante i 20 anni di episcopato del vescovo Mattiazzo, infatti La Difesa ha accompagnato ciascuna visita con un servizio speciale in cui si tracciava, per tappe significative, la storia di ciascuna comunità. «Si è pensato così ' riprende Frezza ' di unire e aggiornare i dati informativi essenziali sulle singole parrocchie con una breve storia e una didascalica descrizione di uno o più gioielli d'arte e devozione. Indicazioni che non hanno la pretesa di essere 'guide' esaustive, ma piuttosto un simbolo, un richiamo alla fede e alle forme in cui si esprime in quella specifica comunità. L'Atlante delle parrocchie si propone sia a chi vuole avere una comoda panoramica informativa sulle feste e i servizi delle parrocchie sia a chi vuole avere una lettura storico-artistico-devozionale della sua comunità inserita nel contesto del più vasto ma consonante patrimonio vicariale e diocesano
».

Da qui la preziosa collaborazione per la definizione del progetto con l'Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici che, completata l'inventariazione nel territorio diocesano, sta ora verificando il lavoro prima della consegna, entro il prossimo anno all'Ufficio centrale dei beni storico artistici della Cei, alle soprintendenze per il patrimonio storico e artistico e alle parrocchie: «La rilevazione è finita ' spiega il direttore dell'Ufficio beni culturali don Bruno Cogo ' ed è ora in corso la revisione di ogni singola scheda per verificarne i dati, rendere omogenee le informazioni, confrontarle e completarle con particolari di carattere storico, artistico e iconografico tratti dalle pubblicazioni e dai documenti disponibili, dai verbali della commissione diocesana d'arte sacra, conservati a partire dal 1923. Per l'anno prossimo contiamo di arrivare alla consegna ufficiale. A questo punto il materiale sarà messo a disposizione degli studiosi e del pubblico con le dovute cautele».
Un lavoro importantissimo sia sul piano della ricerca e dello studio, sia su quello della sicurezza e della disincentivazione di furti: l'inventariazione infatti, rendendo precisa l'identificazione degli oggetti, li rende 'tracciabili'.

Preziosa e lodevole l'iniziativa del settimanale diocesano, come riconosce il vicario generale, mons. Paolo Doni, nella presentazione dell'opera: «La diocesi è riconoscente a La Difesa del popolo ' scrive il vicario generale - perché, oltre ad aver accompagnato la lunga visita pastorale del vescovo Antonio Mattiazzo ai 40 vicariati e alle 459 parrocchie della diocesi con servizi settimanali, ora ha la brillante idea di raccogliere in un Atlante unitario le notizie essenziali di tutte le parrocchie. Appare così la ricchezza e la varietà disseminata nel nostro territorio diocesano, sia nei centri urbani più consistenti, sia nelle chiese minori. Non si tratta però, solo di monumenti storici. Quasi sempre si tratta di 'case abitate' e tuttora frequentate dalle comunità cristiane. La chiesa della parrocchia è un po' come la 'casa paterna' nella quale ciascuno è cresciuto. Anche chi si è allontanato da essa, geograficamente o anche spiritualmente, mantiene un legame affettivo con la propria chiesa parrocchiale e con i segni della fede (') La chiesa ' o anche un piccolo oratorio, un capitello posto agli incroci delle strade ' è sempre una realtà viva, che parla con le parole e con i pianti, coi canti e con i lamenti di chi nel tempo l'ha frequentata. Se non viene colto lo spessore spirituale e affettivo, nessuno è in grado di cogliere il valore reale di queste opere d'arte. Opera d'arte è in ogni caso, più che il manufatto, la fede, la speranza, la carità, l'amore alla comunità di una teoria lunghissima di generazioni. Le comunità cristiane di oggi ricevono con devozione e con affetto i patrimoni artistici del passato, li arricchiscono con la fede di oggi e li consegnano intatti e arricchiti alle generazioni di domani».

 
 
comunicato stampa 192/2009
Padova, 9 ottobre 2009
“”