cs 5/2026 Marcia diocesana per la pace 2026

MARCIA DIOCESANA PER LA PACE 2026
LA PACE SIA CON TUTTI VOI.
VERSO UNA PACE DISARMATA E DISARMANTE
 
con la partecipazione del vescovo Claudio Cipolla
Domenica 18 gennaio 2026 – ore 14.15
STANGHELLA (Pd) partenza e arrivo a piazza Renato Otello Pighin
ore 17.30 – celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Caterina di Stanghella
Rilancia il primo saluto e il messaggio reiterato in questi mesi da papa Leone XIV la Marcia diocesana per la pace 2026 della Diocesi di Padova, che ha come tema il titolo del Messaggio per la giornata mondiale della pace 2026: “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”.
L’appuntamento quanto mai sentito e atteso in questo 2026 che porta con sé tante ferite di guerra aperte e altrettanti venti di guerra nell’aria è in programma domenica 18 gennaio 2026 nella zona più a sud della Diocesi di Padova: a Stanghella, nel contesto della Collaborazione pastorale Adriatica, dove i partecipanti saranno invitati a seguire un percorso ad anello di circa 3,5 km che li vedrà partire (e poi ritornare) da piazza Renato Otello Pighin al termine della marcia, come di consueto, il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla presiederà la celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina di Stanghella.
Il percorso si articolerà in quatto momenti di riflessione e animazione, preparati dalle comunità della Collaborazione pastorale Adriatica, per chiedere “pace nel mondo” e “pace con il creato”, ma anche per renderci consapevoli che è possibile “un’economia di pace” e che tutti possiamo essere “artigiani di pace”.
Parole che riecheggiano in questi mesi e settimanalmente nei richiami alla pace di papa Leone XIV, che fin dalla sua prima benedizione apostolica Urbi et Orbi, l’8 maggio 2025, esordì salutando con le parole di Gesù: «La pace sia con tutti voi» per proseguire: «Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente».
Pace disarmata e disarmante… parole che ritornano nel suo magistero, riprese e sviluppate con energia nel messaggio firmato per la Giornata mondiale della pace 2026 (1° gennaio), in cui papa Leone XIV ribadisce un forte appello alla pace e alla ricerca costante della pace, un bene che è di tutti, universale: «Sia che abbiamo il dono della fede, sia che ci sembri di non averlo, cari fratelli e sorelle, apriamoci alla pace! Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile. Prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino. Seppure contrastata sia dentro sia fuori di noi, come una piccola fiamma minacciata dalla tempesta, custodiamola senza dimenticare i nomi e le storie di chi ce l’ha testimoniata. È un principio che guida e determina le nostre scelte. Anche nei luoghi in cui rimangono soltanto macerie e dove la disperazione sembra inevitabile, proprio oggi troviamo chi non ha dimenticato la pace».
Papa Leone XIV ricorda che negli ultimi dieci anni si è registrata una «tendenza ininterrotta» nell’aumento delle spese militari a livello mondiale, e che oggi «alle nuove sfide pare si voglia rispondere, oltre che con l’enorme sforzo economico per il riarmo, con un riallineamento delle politiche educative: invece di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza».
Di fronte a un oggi in cui «la giustizia e la dignità umana sono più che mai esposte agli squilibri di potere tra i più forti» papa Leone XIV alla domanda «Come abitare un tempo di destabilizzazione e di conflitti liberandosi dal male?» risponde che «Occorre motivare e sostenere ogni iniziativa spirituale, culturale e politica che tenga viva la speranza, contrastando il diffondersi di “atteggiamenti fatalistici, come se le dinamiche in atto fossero prodotte da anonime forze impersonali e da strutture indipendenti dalla volontà umana”. [13] Se infatti “il modo migliore per dominare e avanzare senza limiti è seminare la mancanza di speranza e suscitare la sfiducia costante, benché mascherata con la difesa di alcuni valori”, [14] a una simile strategia va opposto lo sviluppo di società civili consapevoli, di forme di associazionismo responsabile, di esperienze di partecipazione non violenta, di pratiche di giustizia riparativa su piccola e su larga scala».
La Marcia per la pace diocesana vuole proprio essere uno di questi momenti in cui motivare e sensibilizzare, partecipare e pregare, conoscere e operare insieme per costruire un mondo di pace.
nella foto: da sinistra Marco Piccolo, Gianna Benucci, suor Francesca Fiorese, don Francesco Lucchini

nella foto: da sinistra Marco Piccolo, Gianna Benucci, suor Francesca Fiorese, don Francesco Lucchini

«In questo tempo – sottolinea suor Francesca Fiorese, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Padova e coordinatrice della Marcia per la pace – non è superfluo il richiamo all’essere veramente e pienamente umani, a pacificare le relazioni, a ripensare gli stili stessi delle nostre relazioni, dalle più piccole, familiari e quotidiane a quelle che riguardano i rapporti internazionali, troppo spesso marcate da gravi e minacciose conflittualità. Rinunciare alla giustizia lascia spazio soltanto alla forza e alla prepotenza come soluzioni a tensioni e conflitti. Assistiamo quotidianamente a morte e distruzione, rischiando di assuefarci a una cultura di morte e di violenza, di rimanere insensibili di fronte a sofferenze inaudite, violenze, malattia, fame che sono le vere, prime e gravi conseguenze della guerra, mentre avanza la retorica del progresso tecnologico negli armamenti. Con la Marcia per la pace desideriamo ancora una volta ribadire il nostro impegno per una “pace disarmata e disarmante” che abbia a cuore tutti i popoli piegati dal sopruso e dalla violenza e per ribadire l’urgenza di un recupero reale del diritto internazionale e del riconoscimento degli organismi internazionali». 

 
La Marcia diocesana per la pace vede il ritrovo dei partecipanti alle ore 14.15 nella piazza Pighin di Stanghella, qui ci sarà un momento iniziale – PACE NEL MONDO – di animazione (con i bambini delle scuole dell’infanzia San Giovanni Bosco di Stanghella e San Sebastiano di Boara Pisani) e di saluto con la partecipazione dei sindaci di Stanghella (Cristina Bellucco) e di Vescovana (Marzio Pattaro) e del presbitero coordinatore della Collaborazione pastorale Adriatica, nonché parroco di Stanghella, don Francesco Lucchini. Saranno poi proposte quattro testimonianze rispetto ad alcune drammatiche situazioni di guerra: il Sudan dove si sono superati i mille giorni di guerra e di violenze atroci e inaudite con uccisioni e stupri di donne e bambini e 12 milioni di sfollati; l’Ucraina, da quattro anni sotto l’assedio a seguito dell’invasione russa; Gaza e la Cisgiordania dove continuano le violazioni del cessate il fuoco con attacchi continui da parte di Israele e dove la crisi umanitaria è al collasso. Ne parleranno: Daoud Omar Bukhary (cittadino sudanese); Massimo Mastromatteo, coordinatore dei volontari di Emergency del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Ferrara e Gianna Benucci, presidente di Associazione per la pace.
Il corteo si muoverà quindi verso il quartiere residenziale Vescovana dove ci sarà una prima tappa – PACE CON IL CREATO – interamente animata dai giovani delle parrocchie di Sant’Elena e Granze. Una seconda tappa, nella zona industriale di Vescovana vedrà al centro il tema dell’ECONOMIA DI PACE – qui ci sarà l’animazione da parte delle parrocchie di Solesino e Arteselle e la testimonianza di Marco Piccolo, socio fondatore ed ex consigliere di Banca Etica. Il corteo tornerà poi in piazza Pighin dove ad animare la conclusione della marcia – ARTIGIANI DI PACE – ci saranno i giovani dell’Officina non violenta.
Dopo un momento di ristoro, il vescovo Claudio presiederà l’Eucaristia alle ore 17.30 nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina. Le offerte raccolte durante la celebrazione saranno devolute ai frati minori francescani di Terra Santa.
La Marcia diocesana per la pace, organizzata e coordinata dall’Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Padova vede il patrocinio dei comuni di Stanghella e di Vescovana; il contributo di Acli Padova, Azione cattolica Padova, Csi Padova, Noi Padova, Agesci Pd Colle Mare; la partecipazione di: Associazione comunità Papa Giovanni XXIII, Comunità di Sant’Egidio, Movimento dei Focolari, Scuola infanzia San Giovanni Bosco di Stanghella, Scuola infanzia e nido integrato San Sebastiano di Boara Pisani; Uniti per la pace Padova.
Padova, 15 gennaio 2026
CS 5/2026
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