In merito alle dichiarazioni di don Giovanni Bellò alla trasmissione Exit di La 7 di mercoledì 6 aprile 2011

In riferimento alle dichiarazioni rilasciate da don Giovanni Bellò, nell'intervista proposta dalla trasmissione Exit di La 7 di mercoledì 6 aprile 2011, la Diocesi di Padova sottolinea che le affermazioni del parroco di Semonzo (provincia di Treviso, diocesi di Padova) esprimono un sentire e un pensiero personale, di cui don Giovanni Bellò, è pienamente responsabile, ma non corrispondono, né possono essere attribuite al pensiero della Chiesa Cattolica Italiana o alla Chiesa diocesana di Padova.

 

La Diocesi di Padova - e in essa i presbiteri - non ha mai assunto e non intende assumere posizioni di schieramento nei confronti di persone, di partiti o di coalizioni politiche; tantomeno intende avvallare valutazioni morali sul comportamento delle persone.

 

Il Vangelo e l'insegnamento della Chiesa chiedono che sia rispettata sempre la verità dei fatti, chiamando le cose per nome, condannando moralmente i peccati e invitando le persone alla conversione o alla penitenza. Mentre la coscienza delle persone non può essere giudicata dagli uomini, i fatti devono essere riconosciuti nella loro oggettività. Spetta poi alla giustizia civile valutare eventuali implicanze giuridiche e penali, con imparzialità e chiarezza.

 

La Chiesa diocesana di Padova inoltre ribadisce e si trova concorde nella lettura sulla situazione italiana fatta dal cardinale presidente Angelo Bagnasco, in occasione della Prolusione al Consiglio permanente della CEI dello scorso gennaio, in cui tra l'altro dichiarava: «La collettività, infatti, guarda sgomenta gli attori della scena pubblica, e respira un evidente disagio morale. La vita di una democrazia ' sappiamo ' si compone di delicati e necessari equilibri, poggia sulla capacità da parte di ciascuno di auto-limitarsi, di mantenersi cioè con sapienza entro i confini invalicabili delle proprie prerogative».

 

 

CS 85/2011

Padova, 7 aprile 2011

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