cs 83/2026 Opera pane dei poveri

Opera pane dei poveri
Nel 2025 aiutati 253 nuclei familiari con un incremento di circa il 10%
Distribuite oltre 10 tonnellate di pane e 6,4 di frutta
 
È un’opera discreta, silenziosa, quotidiana. Voluta nel 1887 da don Antonio Locatelli, rappresenta la prima e più antica opera caritatevole avviata dall’Associazione universale di S. Antonio (AUSA), che da 140 anni opera in città. Si chiama “Opera Pane dei poveri” e dal lunedì al venerdì (ore 9.00-11.00) distribuisce pane e generi alimentari alle persone più bisognose e fragili. Un servizio che non si è mai fermato in tutti questi anni e che rappresenta un approdo sicuro per molte famiglie e persone che vivono situazioni di disagio. Discreta e rispettosa la distribuzione del pane – ma anche di frutta, verdura e altri generi alimentari – avviene nella sede sotto i portici di via Cappelli a Padova, nelle vicinanze della basilica antoniana.
«Distribuire pane a chi aveva fame» era, infatti, l’intenzione di don Antonio Locatelli, prete della Diocesi di Padova che a fine Ottocento, 140 anni fa esatti (1886), s’impegnò nel diffondere la devozione a sant’Antonio fondando l’Associazione universale di S. Antonio (AUSA) e successivamente l’Opera Pane dei poveri (1887) e la rivista “Il santo dei miracoli” (1888).
E ora, a ridosso della grande festa del santo taumaturgo (13 giugno), è tempo di bilanci e di ringraziamenti soprattutto per quanti sostengono AUSA e sostenendola garantiscono pane e altri alimenti alle persone disagiate di Padova e provincia, ma anche i buoni scuola per i bambini di comuni in tutta Italia, senza dimenticare altre opere di carità in Italia e all’estero.

Il bilancio dell’Opera Pane dei poveri del 2025 registra purtroppo un 12,36% di incremento nella distribuzione del pane rispetto all’anno precedente, arrivando a 10

(c) giorgio boato – 2026

tonnellate e 484 chili di pane fresco consegnato a fronte di 10.669 richieste (9,38% in più rispetto al 2024). «È segno di una povertà che aumenta – sottolinea don Livio Tonello, presidente di AUSA – e di un disagio sociale sempre più evidente, con una media di richieste che varia dalle 40 alle 50 al giorno e una distribuzione che, da una media di 40/50 kg al giorno, sta in questi primi mesi del 2026 raggiungendo anche i 60 kg giornalieri».

Oltre alle 10 tonnellate e mezzo di pane l’Opera, nel 2025, ha distribuito 6,5 tonnellate di frutta e verdura ricevuta attraverso Rete Solida e la collaborazione della cooperativa “Il graticolato”.
In tutto nel 2025 hanno avuto accesso all’Opera Pane dei poveri 253 persone (a cui solitamente fanno capo nuclei familiari), con un incremento di 50 nuove registrazioni rispetto all’anno precedente. A ogni accesso può corrispondere una persona singola o una famiglia anche di notevole dimensione con sette o più componenti. Circa un quinto delle richieste di aiuto (21%) arriva da persone aventi cittadinanza italiana.
Oltre a singoli e famiglie l’Opera Pane dei poveri dona pane anche alle Cucine economiche popolari della Fondazione Nervo Pasini.
Per il 2025 la spesa complessiva sostenuta per il pane, la distribuzione e la struttura è stata pari a 98mia 400 euro.
Al bilancio corrisponde anche il momento del grazie alla generosità dei molti benefattori e l’invito ad altrettanti a sostenere l’Opera Pane dei Poveri: «con 32 euro si può assicurare il pane a una famiglia per un mese; con 98 euro si coprono tre mesi per una famiglia di medie dimensioni, un piccolo contributo, che diventa fondamentale per molti».
A questo link un video con il presidente don Livio Tonello ad uso delle televisioni:  https://www.swisstransfer.com/d/8e446172-12a5-4293-9a3e-3a06cf7759ad
Padova, 5 giugno 2026
CS 83/2026
condividi su