Relazioni che generano cambiamento
BILANCIO SOCIALE 2025
della FONDAZIONE NERVO PASINI – CUCINE ECONOMICHE POPOLARI
“Relazioni che generano cambiamento” con questo slogan Fondazione Nervo Pasini e Cucine economiche popolari presentano il Bilancio sociale 2025, fotografando una realtà di carità e di rilievo sociale per l’intera città di enorme importanza, dove la professionalità del personale e la gratuità generosa del volontariato permettono di offrire alle persone in grave marginalità servizi di prima necessità – dalla mensa al servizio sanitario, dalla lavanderia al servizio docce, all’ascolto…
Un fascicolo denso di dati, ma soprattutto di buone pratiche: «Le CEP – sottolinea il presidente della Fondazione Nervo Pasini nella lettera di presentazione, don Luca Facco – non sono solo un servizio: sono un luogo in cui la carità prende forma concreta, giorno dopo giorno. Queste pagine vogliono restituire tutto questo: accoglienza e lavoro, volontariato e organizzazione, fragilità e speranza».
Il Bilancio sociale si sviluppa in nove capitoli che partendo da identità, mission, vision e valori fondanti (comunità, relazione, inclusione, accoglienza, dignità) della Fondazione Nervo Pasini ne raccontano la struttura (governo e amministrazione, il personale); i servizi dedicati ad accoglienza, sostegno e inclusione (dai servizi alla persona alle attività educative) dei beneficiari; le attività di comunicazione e raccolta fondi; la situazione economico-finanziaria; l’impatto ambientale e sociale e si conclude con uno sguardo al futuro – pensando alle Nuove Cucine economiche popolari, di cui è stato appena concluso il primo stralcio, la stazione di posta nell’ex canonica del Tempio antoniano della Pace – e a nuovi obiettivi che impegnano la Fondazione Nervo Pasini.Il 2025 è stato anche anno giubilare che ha visto le “Cucine” come luogo giubilare della cura, della carità, della giustizia e della pace, e quindi meta di “pellegrini di speranza” che si sono tradotti in oltre 800 persone in 30 gruppi che hanno vissuto un momento e percorso giubilare all’interno delle Cucine economiche popolari. Ma è stato anche l’anno in cui la Chiesa di Padova ha avviato insieme a Caritas italiana e Fondazione Zancan la causa di beatificazione e canonizzazione di mons. Giovanni Nervo (13 dicembre 2025), a cui è titolata la Fondazione che gestisce le CEP.
«Il report – scrive don Luca Facco – approfondisce i valori che ci definiscono: la cura come accompagnamento verso una maggiore autonomia; il valore educativo dell’accoglienza quotidiana, che diventa occasione di responsabilità e crescita; la gratuità, radice dell’intuizione di mons. Giovanni Nervo».
Se sostanziali sono i valori che sostengono l’opera e le attività delle CEP, i numeri raccontano e fotografano sia il bene fatto, il dono gratuito del volontariato, l’attenzione alla persona, che la dimensione di una marginalità che trova sempre e purtroppo ancora numeri importanti.
I servizi alla persona erogati dalle Cucine economiche popolari rientrano in quattro tipologie: la mensa, il servizio sanitario (cure di base e prevenzione per le persone senza accesso al Servizio sanitario nazionale), quello relativo all’igiene personale, orientato a salvaguardare la dignità e il benessere della persona (docce, vestiario, lavaggio indumenti, coperte), e quello di ascolto e orientamento (segretariato sociale, fermoposta, ricariche cellulari).
Scorrendo i numeri si evidenzia un incremento – anche nel 2025 – dell’utenza, che registra un +2,4% di persone che si sono rivolte alle CEP, per un totale di 3.624 utenti, di 93 diverse nazionalità, con un 26% di nuove presenze (1.273 nuovi ingressi, ossia persone che prima non si erano affacciate precedentemente alle Cucine). Gli italiani (387) rappresentano il 10,7% dei beneficiari, mentre la presenza più massiccia proviene da Marocco (615), Nigeria (403) e dopo l’Italia troviamo come nazionalità Romania (381) e Tunisia (256). L’età media si attesta sui 44,6 anni per gli uomini che rappresentano il 79,2% (2.870 persone) e sui 51,1 anni per le donne (754) che sono il 20,8% degli utenti.
Il 72% dei beneficiari è rappresentato da persone disoccupate (con un incremento dell’1,5% rispetto all’anno precedente); il 59,6% è senza dimora (anche in questo caso c’è un aumento del 3,5% rispetto al 2024). Oltre la metà delle persone – il 53,2% – ha utilizzato i servizi in modo episodico; il 27,3% in modo intermittente e il 19,5% in modo continuativo.
Per quanto riguarda l’erogazione di servizi alla persona nel 2025 sono stati distribuiti 83.814 pasti a 2.895 diversi utenti; 2.738 sono state invece le prestazioni sanitarie erogate a 656 persone, in collaborazione con l’Ulss 6 Euganea e la rete degli ambulatori ETS. 3.778 le docce effettuate, 1.093 i lavaggi di vestiti; 1.223 i cambi di vestiario distribuiti e 454 le coperte fornite nei mesi invernali. Accanto a questi servizi essenziali le Cucine offrono il servizio di fermoposta, la possibilità della ricarica del cellulare e il servizio di segretariato sociale con 933 colloqui effettuati a 827 persone.
Nonostante l’aumento delle persone che si sono rivolte alle CEP, nel 2025 si è registrato un leggero calo rispetto ad alcuni servizi (lavatrici, docce, guardaroba) e un incremento per quanto riguarda le prestazioni sanitarie e le coperte distribuite nei mesi invernali.
Per quanto riguarda le attività educative ospitate e proposte dalle CEP, nel 2025 si sono registrati 58 studenti nei percorsi di Formazione Scuola – lavoro, 30 laboratori per le scuole primarie, 10 tirocini universitari, oltre all’attività di sensibilizzazione nelle scuole.
Interessanti anche i numeri dei gruppi coinvolti nella conoscenza delle CEP con la proposta “Vieni e vedi” (66 gruppi); come pure quelli dei percorsi di catechesi (24); dei pranzi o cene sospese (38 gruppi) e 86 persone hanno vissuto l’esperienza del Volontariato formativo d’impresa.
Novità del 2025 la presenza di una persona che ha vissuto alle CEP il Servizio civile universale; mentre 25 sono state le persone coinvolte in percorsi di attività riparative; una nel Sostegno all’inserimento lavorativo; due hanno ricevuto l’assegno di inclusione e tre il Reddito di inclusione attiva.
Nel bilancio un particolare focus è stato dedicato alla fitta rete di collaborazioni attive per l’inclusione sociale con diversi soggetti, come pure la stretta relazione con la vita della Chiesa di Padova, fatta di presenza di gruppi parrocchiali, preti, volontari, gruppi giovanili e associazioni ecclesiali, senza dimenticare le 26 parrocchie che organizzano i pranzi di solidarietà domenicali per un totale di circa 8mila pasti l’anno e il contributo della Diocesi di 240mila euro dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.
Osservando il conto economico 2025, le CEP vedono un incremento di circa 150mila euro nei costi rispetto all’anno precedente, ma per il secondo anno anche un risultato attivo pari 16.419 euro.
Il bilancio sociale oltre a sottolineare il valore del volontariato (con un lieve aumento delle persone che prestano tempo e disponibilità – 217) documenta anche l’attività di recupero e dono alimentare (circa 42 tonnellate di alimenti) per un valore stimato di 169mila euro. Significativo anche l’impatto ambientale evitato grazie al recupero ambientale, pari a circa 79,4 tonnellate di CO2 risparmiate.
Il bilancio riporta poi una serie di strumenti che le CEP hanno attivato per valutare e monitorare i servizi, ma anche per capire non solo la dimensione quantitativa dei servizi, ma anche gli effetti che le attività producono nelle persone e nelle comunità.
Il lavoro di analisi ha portato ad alcune evidenze per quanto riguarda i servizi. In particolare:
- i servizi delle CEP garantiscono a molte persone la possibilità di accedere con continuità a beni fondamentali come alimentazione, igiene personale e vestiario;
- il servizio sanitario consente di intercettare situazioni di fragilità sanitaria che spesso rimarrebbero invisibili o non trattate, favorendo l’orientamento verso il sistema sanitario pubblico;
- la possibilità di accedere con continuità ai servizi contribuisce a creare punti di riferimento stabili nella gestione della vita quotidiana;
- il contatto quotidiano con le persone permette di individuare bisogni sociali più articolati e di orientare verso altri servizi del territorio;
- la presenza costante di operatori e volontari favorisce la costruzione di relazioni di fiducia, che rappresentano spesso il primo passo per affrontare situazioni di difficoltà
Per quanto riguarda le attività educative si evidenzia invece che:
- le attività educative favoriscono una comprensione più concreta delle condizioni di vita delle persone in difficoltà;
- l’incontro diretto con i servizi e con le persone contribuisce a modificare rappresentazioni semplificate della povertà;
- i partecipanti sviluppano una maggiore attenzione ai temi della fragilità sociale e delle disuguaglianze;
- le esperienze formative stimolano interesse verso il volontariato e la partecipazione a iniziative solidali.
Un capitolo particolare nel report sociale è dedicato alla “matrice di materialità”, ossia l’analisi dei temi ritenuti più rilevanti dall’organizzazione e dai suoi stakeholder, che permette di individuare le priorità condivise e orientare le scelte per lo sviluppo delle future attività. Tra i temi più rilevanti emergono condivisi: l’accoglienza e i servizi alla persona; il diritto alla salute e l’accesso alle cure; la sostenibilità delle attività nel tempo; l’inclusione sociale e i percorsi di autonomia.
Inoltre grazie a una collaborazione con lo studio Alcor di Padova il bilancio 2025 viene accompagnato da un’ulteriore analisi relativa all’impatto sociale, ossia al valore restituito grazie all’utilizzo dell’indicatore S-ROI (Social Return on Investment), nell’obiettivo di misurare quanto valore sociale viene restituito analizzando quattro servizi principali: il servizio mensa, il servizio sanitario, il servizio di igiene personale e il servizio di ascolto e orientamento. Ciascuno di questi servizi contribuisce, in modo diverso, a generare risposte concrete ai bisogni delle persone e a produrre effetti positivi sul contesto di riferimento. Per ciascuno di essi si è cercato di individuare e valorizzare gli effetti prodotti nei confronti di tutti gli stakeholder, tra cui beneficiari, famiglie, volontari, SSN, Stato e comunità.
La misurazione del valore restituito può essere sintetizzata nella seguente formula:
Dall’attività svolta l’impatto sociale netto generato dalle attività risulta essere di € 3.157.735, mentre i costi, monetari e non monetari, necessari allo svolgimento delle attività sono pari ad € 1.440.148.
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Servizio
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Impatto sociale netto
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Mensa
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2.434.608
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Servizio sanitario
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493.983
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Igiene personale
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117.044
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Ascolto e orientamento
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112.100
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Totale impatto sociale netto
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3.157.735
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Costi totali del progetto
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1.440.148
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L’indice S-ROI di 2,19 dice che per ogni euro investito generano 2,19 euro di ritorno sociale. Un dato che concretamente dice come le CEP attraverso i loro servizi non solo sostengono le fasce più fragili della società, ma riescono a più che raddoppiare la solidarietà.
Il Bilancio sociale si può scaricare all’indirizzo: https://fondazionenervopasini. it/cucine-economiche-popolari/ bilancio-sociale/
Padova, 25 giugno 2026
CS 95/2026
CS 95/2026
