cs 98/2026 L’Osservatorio delle povertà e delle risorse di Caritas Padova ha pubblicato il resoconto delle attività 2025

L’OSSERVATORIO DELLE POVERTÀ E DELLE RISORSE DI CARITAS PADOVA HA PUBBLICATO IL RESOCONTO DELLE ATTIVITÀ 2025
In città le maggiori richieste di aiuto da uomini di provenienza straniera, nel territorio sono più le donne a presentarsi agli sportelli; non c’è differenza sostanziale tra italiani e stranieri e sono le famiglie che faticano maggiormente ad arrivare a fine mese
Una fotografia della povertà nel territorio diocesano arriva anche quest’anno da Caritas Padova che, attraverso l’Osservatorio delle povertà e delle risorse ha raccolto e analizzato i dati raccolti nel 2025 dai volontari e volontarie dei diversi servizi: Centro di ascolto diocesano, Centri di ascolto vicariali (distribuiti nel territorio diocesano), Poliambulatorio Caritas di via Dupré a Padova, Sportello Disagio finanziario, Accoglienze.
Una fotografia attraverso i numeri, dietro ai quali si nascondono storie di fragilità e vulnerabilità di vario tipo.
 
«Dietro ai numeri che pubblichiamo – commenta don Marco Galletti, responsabile di Caritas Padova – ci sono i volti di tanti volontari e operatori che incontrano ed entrano con delicatezza dentro alle storie complesse di persone che chiedono aiuti di varia natura. Sono soprattutto i numeri di chi si siede per ascoltare, ma sono anche i numeri che documentano gli aiuti che vengono dati attraverso le Caritas parrocchiali e tutte quelle realtà in cui ci sono tante e tante persone che si rendono disponibili all’ascolto accogliente e che dobbiamo ringraziare. Ognuno di quei numeri – sottolinea Galletti – è fatto di molte piccole storie messe insieme che ci auguriamo abbiano trovato non solo un sollievo del bisogno, ma anche un volto amico che li ha aiutati ad attraversare un momento difficile della loro vita».
L’impegno di Caritas Padova nei diversi servizi distribuiti a Padova e nel territorio diocesano – ricorda il responsabile – è orientato molto anche alle famiglie con progetti legati all’emancipazione dalla povertà educativa che colpisce i più piccoli e a nuovi bisogni che si stanno profilando come emergenti. «Sta crescendo e lo dicono anche i dati di Caritas nazionale e delle analisi Istat – ricorda don Gallettinon solo il tema della solitudine, ma anche quello della malattia psichica e a volte le due cose sono in relazione, un tema questo che richiede una forte attenzione».
C’è poi un aspetto che va valutato con attenzione e riguarda il sostegno a una vita dignitosa per le famiglie e le persone di origine straniera che arrivano e vivono nel nostro territorio: «Sono nostri futuri cittadini che un domani voteranno, lavoreranno e saranno parte importante di questo paese. Sostenerli nella ricerca di una vita dignitosa oggi significa aiutarli a capire cos’è la dignità che loro dovranno imparare a garantire domani».
Ed ecco allora la fotografia che emerge dai dati raccolti dall’Osservatorio delle povertà e delle risorse.
Complessivamente attraverso i vari servizi diocesani e territoriali sono state incontrate 2.175 persone, per un totale di oltre 30 mila interventi di varia natura.
Nello specifico al Centro di ascolto diocesano si sono rivolte e sono state accolte e ascoltate 478 diverse persone, per la stragrande maggioranza (401) uomini, poco più della metà stranieri (269), con un’età prevalente nella fascia 35-64 anni (305) mentre tra i 18-34 anni sono 104 persone e 67 gli over 65. I bisogni principali hanno riguardato necessità economiche e lavorative, ma una buona fetta si riferisce al tema della casa. Agli ascolti e incontri sono seguiti 22.136 interventi erogati: dai buoni pasti per le Cucine economiche popolari (20.691) che occupano la parte più consistente a interventi per beni e servizi, spese sanitarie, contributi per il trasporto o per alloggi temporanei, oltre naturalmente a incontri che richiedevano soprattutto ascolto e orientamento.
Guardando al territorio i volontari e le volontarie dei 37 Centri di ascolto vicariali hanno nel complesso incontrato 1.337 persone. Qui il quadro si ribalta perché per la maggior parte si tratta di donne (828), la provenienza è per la metà italiana e metà straniera. Anche nel territorio la fascia di età più consistente è quella tra i 35 e i 64 anni (957), ma non sono pochi gli over 65 (223 persone). Il bisogno prevalente è di tipo economico e subito dopo lavorativo. In tutto sono stati erogati 6.544 interventi: con prevalenza pacchi viveri (2.877), sussidi per bollette (1.484) e, a seguire, sussidi alimentari, spese mediche, sussidi scolastici, vestiario, sussidi per la gestione dell’abitazione e varie altre voci. Ne emerge un profilo prevalente di persone e famiglie che pur avendo un’abitazione propria e un lavoro, faticano a sostenere le spese per la salute e la vita quotidiana.
Un altro presidio di riferimento per leggere la situazione di vulnerabilità della popolazione è il Poliambulatorio odontoiatrico e oculistico Caritas di via Dupré a Padova, dove operano medici volontari, che nel 2025 ha intercettato 257 persone, per la maggioranza uomini (163) senza una netta differenza tra italiani (130) e stranieri (127). La distribuzione per fasce di età è abbastanza omogenea (con una lieve flessione nella fascia 19-34 anni), considerando che molto interventi riguardano anche l’età pediatrica. In tutto sono stati fatti 1.524 interventi con 90 protesi mobili e riparazioni, 93 occhiali consegnati, 970 tra interventi odontoiatrici e visite sanitarie, 18 apparecchi acustici consegnati, 17 protesi nella casa di reclusione, svariate prime visite e incontri di orientamento sanitario.
Allo Sportello Disagio Finanziario, che collabora attivamente anche con la fondazione antiusura Tovini, si sono rivolte invece 70 persone per un totale di 96 colloqui. Nel complesso, oltre al supporto per facilitare l’accesso a microprestiti grazie a convenzioni con istituti bancari, sono stati erogati 15 prestiti per un valore complessivo di 124mila euro.
Un dato importante riguarda anche il tema delle accoglienze di persone in condizione di fragilità. In città a Padova, sono sei gli alloggi gestiti nelle parrocchie di San Filippo Neri, Carmine, San Bellino, Santissima Trinità, che ospitano 33 persone, tra cui quattro famiglie con figli minori  e 18 uomini adulti.
Da considerare inoltre alcuni progetti specifici sostenuti per lo più da fondi dell’8 per mille alla Chiesa cattolica. L’iniziativa “Io speriamo che me la cavo” indirizzata a combattere la povertà educativa ha visto coinvolte sei parrocchie e 157 volontari in interventi di accompagnamento di famiglie vulnerabili con minori. In tutto sono stati raggiunti 143 minori e sostenute 73 persone con contributi economici all’interno di un progetto che ha visto 42 incontri di coordinamento di rete e 350 ore dedicate al sostegno educativo.
Dodici dei 37 Centri di ascolto vicariali hanno invece aderito al progetto “Carpe Diem” rivolto a studiare progetti specifici per determinate persone e situazioni. In tutto sono stati attivati 45 progetti che hanno coinvolto 29 nuclei familiari e 16 persone singole. I progetti hanno riguardato il sostegno all’abitare (15); l’accompagnamento lavorativo (2); il supporto alla mobilità (7); la socializzazione e l’integrazione per minori (9); la salute psico-fisica (5) e il contrasto alla povertà educativa (14).
Infine per quanto riguarda l’Orientamento al volontariato sono state accolte e ascoltate 28 persone (14 uomini e 14 donne) con un’età variabile tra i 20 e i 75 anni. Di queste 21 sono state indirizzate verso associazioni del territorio e quattro verso realtà Caritas.
Dichiarazione di don Marco Galletti per le tv: https://www.swisstransfer.com/d/f73d7462-1257-424c-9635-dffff1e79dd8
Padova, 17 luglio 2026
CS 98/2026
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